Non trascurate i disabili

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Mola: genitori chiedono accesso al centro riabilitativo

Da anni, lottano per poter far frequentare ai loro bambini, disabili, un centro riabilitativo diurno. Si sono rivolti persino al Tribunale, che però ha dato ragione alla Asl. Ma i genitori di cinque disabili di Mola, tra gli otto e i quattordici anni, non mollano: si sono rivolti al presidente Emiliano e al direttore della Asl, e spingono perché si faccia presto

 

Servizio di Guglielmina Logroscino

Riprese di Cosimo Caragiulo

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COMPRA ITALIANO

Melegatti, il lievito madre di 124 anni fa salvato da due operai Davide Stupazzoni e Matteo Peraro.
A Natale compra Melegatti, buono, italiano e aiuti una azienda a non morire…

 

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…a maggio 2019 si vota, e si cambia

A Bari si vota tra sei mesi! Decaro e’ in pista da tempo e, con lui, un’accozzaglia di personaggi politici delle più disparate provenienze. Emiliano confida in una vittoria del suo pupillo nel capoluogo, nella speranza di poter conservare la poltrona.
A contrastare Decaro, sostenuti da liste civiche, sono solo Pasquale Di Rella e Irma Melini. Il centrodestra barese promette da giugno un candidato all’altezza del compito, ma in realtà è dilaniato dalle consuete divisioni interne e dalla voglia di protagonismo di singoli soggetti spesso privi di adeguato consenso.
Il M5S non ha ancora, anch’esso, proposto un candidato e appare non in grado di bissare il successo ottenuto solo pochi mesi fa nelle elezioni politiche.
Serve una presa di coscienza popolare dei Baresi che devono dimostrarsi più responsabili di partiti e movimenti ed individuare la persona che, più di tutte, e’ in grado di affermarsi nella sfida contro Decaro ed aprire la strada per la successiva sconfitta di Emiliano…

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…Mola di Bari 2018 – il presidente del sidacato SFIDA Andrea Desilvio

IO NON SONO IN LITE CON NESSUNO. FACCIO SOLO E SEMPRE IL MIO DOVERE DI PADRE DI UN DISABILE GRAVISSIMO E DI TUTTI I PIÙ DEBOLI CHE SI RIVOLGONO AL SINDACATO SFIDA E CHE MI ONORO DI PRESIEDERE.

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I Bookanieri ****H A B E M U S C A N A L E****

Amici e parenti tutti, lettori accaniti e non, finalmente Nicole Zoi Gatto, Giovanna Nappi e Ilaria Amoruso abbiamo preso la coraggiosa decisione di aprire un canale su YouTube come supporto al lavoro che facciamo da ormai quasi due anni.
Se avete apprezzato ciò che abbiamo costruito in questi mesi, se non sapevate nulla dei Bookanieri ma adesso ne siete incuriositi e anche se non ve ne frega niente di libri e di editoria ma volete darci comunque una mano a crescere, guardate il video, condividete (se volete), commentate e iscrivetevi al canale.
Speriamo possiate supportarci in questo nuovo progetto, con la speranza di non deludervi e di fare sempre del nostro meglio.

Grazie 💙 Nicole, Ilaria, Giovanna

I Bookanieri sono pronti a salpare…la vela è la nostra passione e il timone sono tutti i libri che hanno incrociato la nostra vita. Bucanieri che hanno preso il largo in un mare di storie che racconteremo al nostro meglio.

I Bookanieri è un progetto nato dal desiderio di mettere nero su bianco l’amore che da sempre ci lega al mondo dei libri, e di farlo innanzitutto da lettrici voraci quali siamo, ma non solo. Il nostro obiettivo è di raccontare l’intera filiale del libro: vi racconteremo delle nostre letture, intervisteremo gli autori, conosceremo meglio il mondo delle case editrici, il loro rapporto con i librai; e ancora, riporteremo le nostre testimonianze durante i festival letterari, sveleremo le storie dei librai che frequentiamo, e molto altro.

Una parte sarà dedicata ai lettori, a quei compratori ossessivo compulsivi di libri che continuano ad acquistare ed acquistare, pur sapendo che probabilmente non avranno il tempo di leggere tutto. Per loro, e per noi – ovviamente -, abbiamo pensato ad un gruppo di lettura che di mese in mese sceglierà tra una gamma di titoli il prescelto, da commentare insieme.

Il viaggio è appena iniziato, non resta che salire a bordo.

Con questo video esordisce il canale dei Bookanieri. Oggi è il mio turno: Giovanna Nappi, tanti capelli, una sola grande passione – i libri. In questo video mi racconto attraverso due romanzi che hanno cambiato la mia vita di lettrice.

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Giovanna Nappi

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Nicole Zoi Gatto

D U X F E M I N A F A C TI È così che Virgilio nell’Eneide esalta il coraggio di Didone alla guida di un’impresa contro un tiranno, raro esempio di mansione prettamente maschile affidata ad una donna. Ed è partendo da questo che intendo sviluppare la mia idea: perché il fatto che una donna possa svolgere un compito tipicamente maschile stupisce? Cosa ha spinto la società a considerare la donna un essere inferiore e cosa si è fatto e si continua a fare per modificare tale visione delle cose? Leggerò dei saggi e ne discuterò con voi in un percorso che non so ancora quanto durerà ma che è pronto a partire. Essere femminista non vuol dire indossare una maglietta con scritto “Girl Power”, vuol dire credere in un ideale e lottare per parità di diritti e trattamento in una società fin troppo patriarcale. ~Nicole

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L’antifascismo dei cretini

L’antifascismo dei cretini
5 novembre 2018

di Marcello Veneziani

Abbiamo sempre avuto pazienza con i cretini non cattivi e con i cattivi ma intelligenti. Non riusciamo però ad averne con i cretini cattivi, magari in origine solo cretini poi incattiviti oppure solo cattivi poi rincretiniti. Ma sono cresciuti a dismisura e si sono aggravati. Sto parlando del nuovo antifascismo, collezione autunno-inverno, che si alimenta di fascistometri per misurare il grado di fascismo che è in ciascuno di noi e di istruzioni per (non) diventare fascisti, di Anpi posticce che sventolano l’antifascismo anche il 4 novembre, non più costituite da partigiani ma da militanti dell’odio perenne; e poi di mobilitazioni, manifestazioni e mascalzonate, veicolate da giornaloni, telegiornaloni, talk show e da tante figurine istituzionali.

Come quel Fico che alterna dichiarazioni d’antifascismo a dichiarazioni surreali d’amore a proposito degli stupri e i massacri tossico-migranti. Per lui le violenze si combattono con l’amore, come dicevano i più sfigati figli dei fiori mezzo secolo fa. Lui ci arriva adesso, cinquant’anni dopo e a proposito di un fatto così terribile come uno stupro mortale a una ragazzina. Sopportavamo il vecchio antifascismo parruccone, trombone, un po’ di maniera. Arrivavamo a sopportare perfino un antifascismo di risulta, violento, intollerante, estremista. Finché si tratta dei dementi agitati dei centri sociali, di qualche femminista in calore ideologico o con caldane fasciofobe, oppure di sparsi cretini del grillismo e del vecchio sinistrismo, ce ne facevamo una ragione. Ma sconforta quando vedi pure intellettuali, direttori, editori, giornalisti, testate che avevano qualche credibilità intellettuale o almeno professionale, che leggevi e stimavi, avere una regressione idiota nell’odio verso un presunto e rinato neofascismo (che in realtà rinasce ogni settimana da 73 anni, in base ai loro dolori reumatici, i loro indicatori e delatori). Per non restare nel vago, mi riferisco a firme, filosofi, giornalisti, scrittori che esercitano il loro mestiere su la Repubblica, l’Espresso, i loro paraguru genere Saviano, per non dire nei talk show e nei tg rai, mediaset (solo un po’ meno), la 7 e sky. Probabilmente un combinato disposto ha dato loro alla testa: il fallimento inglorioso della sinistra su tutte le ruote, l’avanzata popolare di Salvini, il trionfo in tutto il mondo e non coi colpi di stato ma a suon di voti, di leader e movimenti opposti alla sinistra. E poi le prediche, le censure e le leggi opinionicide di Suor Boldrina e Frate Fiano, solo per citare due chierici precursori di questo antifascismo. Ma devono aver raggiunto uno stato patologico così avanzato questi malati del morbo d’Antifascismo, se perfino il Corriere della sera, si è di recente ribellato alla deriva idiota dell’antifascismo con un equilibrato editoriale di Paolo Mieli, un frizzante corsivo di Gramellini, un incisivo affondo di Panebianco, e scritti di Battisti, della Tarquini. Poi, leggi Paolo Giordano in prima pagina del Corriere che prende sul serio i calendari di Mussolini (è la scemitudine dei numeri primi), leggi Aldo Grasso che nega le pagine di storia sociale del fascismo, carte del lavoro e garanzie per pensionati e donne, leggi l’inquisizione filosofica della Di Cesare, più menate varie di antirazzismo e antifascismo e ti accorgi che il Corriere gareggia con la Repubblica sullo stesso terreno.

L’antifascismo patologico è a uno stadio acuto se il 4 novembre Furio Colombo sul Fatto sbaglia ricorrenza e dedica il suo fondo all’apologia del 25 aprile. O se un giornalista de La Repubblica, Maurizio Crosetti, accecato da furiosa demenza, auspica il massacro a Piazzale Loreto di Salvini. Ma la demenza ha pure valore retroattivo nei secoli andati. Sono reduce dall’imbarazzante lettura di un libro dedicato a Dante di tale Chiara Mercuri, pubblicato da Laterza, in cui si presenta Dante come un precursore dei dem, uno che va in esilio perché dalla parte delle lotte proletarie e viene citato tra i grandi di tutti i tempi insieme a Saviano, senza un minimo senso del ridicolo. Saranno stati i fascisti del suo tempo a condannarlo a morte e all’esilio, evidentemente.

Quelli che una polpetta avvelenata di nome Michela Murgia vorrebbe misurare col suo fascistometro, lanciato come ultima moda ideologica magari da adottare anche nelle aule e nei media per schedare e discriminare chi non la pensa come te. Un formidabile misuratore non dell’altrui fascismo ma della propria demenza faziosa.

strada-il-cretino

Strada con antifascisti

Ho sempre ritenuto che meriti rispetto chi fu antifascista col fascismo vivo e imperante, un antifascismo fiero e scontato sulla propria persona; quello postumo che infierisce contro i morti no. Ma quello posticcio, surreale e caricaturale dei nostri giorni, è un triplice insulto: al fascismo, all’antifascismo e all’intelligenza degli italiani. Come è un insulto quotidiano alla memoria di tutti i caduti, a partire dagli stessi ebrei, le ossessive, petulanti, rievocazioni del razzismo e dei campi di sterminio, lette come eventi in corso di replica. Il delirio antifascista e antirazzista porta anche ad alcune intelligenze un tempo rispettabili, un obnubilamento mentale con esiti deprimenti e grotteschi.

Il tutto si accompagna a un ritorno di odio patrio, di antiitalianità, che sembrava superato da alcuni decenni, e che invece rigurgita, identificando l’amor patrio col più aggressivo nazionalismo: il modo migliore per favorire davvero questo slittamento. Vogliono combattere il sovranismo ma questo è il modo migliore per aiutarlo a dilagare. Dopo una faticosa riconquista di un rapporto migliore con i temi nazionali nei decenni scorsi, grazie allo sforzo di Craxi e Spadolini, di Ciampi e anche di Napolitano, la sinistra residuale di oggi ha avuto una regressione feroce quanto insensata contro l’italianità, un conato di vomito antipatriottico per sancire che loro sono dalla parte dei migranti. Stranieri first. Ecco il 4 novembre celebrato dalla parte degli austriaci, dei disfattisti e dei disertori.

Se ragionassi in termini politici, o peggio elettorali, dovrei gioire perché assisti allo spettacolo di un suicidio dei radical, affogati nel ridicolo in una lotta contro gli italiani. Ma non sono mai contento quando un avversario si autodemolisce e si autoridicolizza in quel modo; non mi piace, per la democrazia, per la circolazione delle idee, per carità di patria vederli schiumare di odio e di rabbia, peggio degli haters che deprecano (“Buonisti un cazzo”, tuonava elegantemente la copertina de l’Espresso). E per il rispetto, non corrisposto, che continuo a nutrire per le persone nonostante i loro pregiudizi e le loro occlusioni mentali.

Ricredetevi, riavetevi, ripensateci. Non riducete il prefisso dem ad abbreviativo di dementi. Non seppellitevi nel vostro ridicolo rancore, elevando l’imbecillità a crimine contro l’umanità.

Marcello Veneziani

Link: https://www.controinformazione.info/

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L’ARIA E’ AMARA A BARI…

Si manifesta contro emiliano, l’aria che si respira alla vigilia di importanti appuntamenti è “serena”,  si voterà al comune,  poi regione, poi europee, insomma si vota e i “fratelli di lattedecaro-emiliano, malgrado gli sforzi a far credere che sono separati in casa non fanno più “vittime”, i baresi e i pugliesi hanno scoperto il gioco…non si fanno abbindolare più, cambiate canzone se siete capaci, dicono i moderati, andate via gridano i più accorti…

MANIFESTAZIONE PRO LAVORO

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